Gli strati della pelle, ed il processo di cicatrizzazione

Il processo di cicatrizzazione della nostra cute inizia nei suoi strati più profondi, la dove le cellule si sospingono verso la superficie.
Vediamo in che modo questo processo riesce a portarci alla guarigione.

Le funzioni delle cute

La cute, comunemente chiamata pelle, fa parte dell’apparato tegumentario, un apparato con funzioni,

  • sensoriali,
  • di rivestimento,
  • di protezione
  • e di termoregolazione,
  • che è il rivestimento più esterno del nostro corpo.

Una delle funzioni della cute, è la protezione dei tessuti sottostanti dai danni tipo meccanico, chimico-fisico e dagli agenti patogeni.

Com’è composta la pelle

gli strati della pelle

Come puoi vedere dalla figura, a nostra pelle è composta,

  1. da un tessuto epiteliale – epidermide (sopra la pelle);
  2. da un tessuto connettivo – derma;
  3. da un tessuto adiposo – dell’ipoderma.

1- l’epidermide

L’epidermide è la parte superficiale della cute.

La funzione dell’epidermide è quella di una barriera da e verso l’esterno: impedisce sia l’ingresso di microrganismi od altre sostanze, sia la fuoriuscita di liquidi dal nostro corpo.

E’ costituita dal tessuto epiteliale di rivestimento che si organizza in strati sovrapposti, composti da particolari cellule epiteliali, i cheratinociti.

Ciascuno di questi strati rappresenta una fase del ciclo vitale di queste cellule.

Il suo strato più esterno si rinnova continuamente nell’arco di 3-4 settimane.

2- il derma

Il derma è lo strato, spesso 3-4 millimetri, che si trova sotto l’epiderma.

E’ formato da un tessuto di tipo connettivo, che conferisce alla cute consistenza resistenza ed elasticità, formato da una componente cellulare, e da una sostanza intercellulare o matrice extracellulare .

La sua componente cellulare è costituita prevalentemente dai fibroblasti, dai macrofagi e dai mastociti.

A queste cellule possono migrarvi cellule dal circolo sanguigno, come i granulociti ed i linfociti, soprattutto durante i processi infiammatori.

Queste cellule non sono a contatto le une con le altre, come negli epiteli, ma si trovano immerse e separate dalla sostanza intercellulare, detta matrice extracellulare.

La sua matrice extracellulare, a sua volta, è formata da una componente amorfa, costituita da acqua, elettroliti, glicoproteine e proteoglicani, tra cui l’acido ialuronico, e una componente fibrillare, che comprende prevalentemente fibre collagene ed elastina.

Nel derma sono presenti le ghiandole sebacee, le ghiandole sudoripare, i follicoli piliferi.

3- l’ipoderma o tela sottocutanea

Al di sotto del derma c’è l’ipoderma, uno strato di tessuto connettivo fibrillare lasso, a seconda della localizzazione, di tessuto adiposo.

L’ipoderma si trova a diretto contatto coi tessuti muscolari sottocutanei. Ha – in particolare, ma non solo –  anche la funzione di cuscinetto e di riserva calorica.

Il processo di cicatrizzazione della pelle

cicatrizzazione

La cicatrizzazione è una tappa del processo di riparazione cellulare.

Comprende una serie di meccanismi, in cui intervengono vari tipi di cellule che agiscono in modo coordinato ogni volta che un agente lesivo crea una discontinuità nel rivestimento cutaneo.

Il suo fine è la ricostruzione anatomica del tessuto danneggiato.

Nel processo di cicatrizzazione si possono distinguere tre fasi distinte:

  1. infiammatoria,
  2. proliferativa,
  3. maturativa.

1- la fase infiammatoria

Ogni volta che la nostra cute viene danneggiata, ovvero quando si interrompe l’integrità dell’epidermide e del derma (alcuni la definiscono con l’espressione soluzione di continuo), ha inizio un’emorragia la cui intensità (variabile) attiva inevitabilmente,

  • le piastrine,
  • e la cascata coagulativa: una serie di reazioni “a cascata” che portano il sangue dallo stato liquido allo stato solido – cioè alla coagulazione.

Le piastrine liberano alcune sostanze, tra cui sono compresi anche fattori di crescita implicati nelle successive fasi del processo di riparazione tissutale.

La cascata coagulativa determina la formazione di un coagulo di fibrina che contrae la ferita e, contemporaneamente, svolge un’azione di protezione della porzione di tessuto danneggiata da parte di ulteriori possibili traumi, agenti infettivi, e corpi esterni.

In quest’aerea lesa si riscontra anche un aumento delle concentrazione di cellule del sistema immunitario che hanno il compito di detergere la ferita.

Tra queste cellule troviamo principalmente,

  • i granulociti neutrofili, che svolgono un’azione di difesa dalle infezioni,
  • i macrofagi (un tipo di cellule derivanti da cellule presenti nel midollo osseo), che sono dotati di attività fagocitaria (cioè di ingerire materiali estranei e di distruggerli), e possono attivare reazioni antimicrobiche come i neutrofili;
  • quest’ultimi liberano anche i fattori di crescita per i fibroblasti (cellule deputate alla produzione delle componenti della matrice extracellulare) ed i fattori che modulano i processi di riparazione tissutale stessa.

2- la fase proliferativa

In questa seconda fase inizia la rigenerazione epiteliale a partire dai margini della lesione (inizia il rimpiazzo del coagulo con una struttura solida). Dura dai 6 ai 21 giorni.

3- la fase maturativa

Successivamente, inizia anche la formazione del tessuto di granulazione che porta alla proliferazione di fibroblasti e cellule endoteliali i quali – al fine di ricostruire nuovo tessuto per obliterare lo spazio intertissutale creatosi per la lesione e per ridare continuità anatomica al tessuto – sono deputati rispettivamente, alla produzione della matrice extracellulare, ed alla formazione di nuovi vasi sanguigni.

Alla fine di questo processo, il tessuto di granulazione si svilupperà nel tessuto cicatriziale.

BFC
Sono un appassionato lettore e ricercatore e credo nell’immensa potenzialità che la rete offre di condividere informazioni e conoscenze che possano direttamente o indirettamente migliorare il benessere dell’uomo.
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